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Come erano costruite le basi |
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... Nonostante il MacMahon Act imponeva la esclusiva gestione delle testate nucleari da parte americana, non fu praticamente possibile rispettare tale norma, per la complessità e i ritardi inevitabili che si sarebbero accumulati nelle procedure di trasporto delle testate verso le basi di lancio, dislocate a distanza di parecchi chilometri da Gioia. Le testate, perciò, furono montate in modo stabile sui missili nelle basi operative. Queste ultime erano disposte in un raggio di decine di chilometri da Gioia, nei luoghi già indicati, più o meno lontane (?) dai centri abitati, quasi tutte dislocate sull'altopiano carsico delle murge, su quote che variavano da 300 a 500 m sul livello del mare e consentivano, dall'alto, una perfetta visuale a trecento sessanta gradi. Ognuna delle dieci basi, tutte uguali, aveva un diametro di circa 5000 piedi (pari a 1,524 m) con un estensione di circa 7 ettari; la forma era quella di un triangolo equilatero con gli ancoli arrotondati, nei quali erano piantati rispettivamente tre missili, il perimetro era segnato da una stradina asfaltata che continuava internamente per collegare gli alloggi e i servizi per i militari; al centro, protetto da un terrapieno sorretto da un muro di cinta che fungeva da paraschegge, si trovava il carro comando (control trailer) con la stumentazione necessaria per effettuare il count down del lancio in comune con i tre missili; nei pressi di questi ultimi erano posizionati in modo diametralmente opposti, per motivi di sicurezza, i due trailer del rifornimento, uno per il cherosene e uno per l'ossigeno liquido; infine nella base vi erano ancora due carri del sistema idraulico d'emergenza e un carro con tre generatori. Intorno, lungo il perimetro, erano dislocate sei torrette in cemento armato per le vedette di sorveglianza mentre l'intera base era circondata da un doppio recinto di filo spinato.
La sorveglianza della base fu affidata alla Vigilanza Aeronautica Militare (VAM), affiancata dai reparti di carabinieri che vigilavano le zone circostanti e avevano il compito di fungere da collegamento tra gli avieri e le popolazioni civili, specie con gli agricoltori e i pastori che risiedevano nelle non poche masserie dislocate vicine e a volte vicinissime alle basi. Tutte le basi di lancio erano collegate al Comando di Gioia del Colle mediante un sistema radio e da linee a terra, gli elicotteri invece garantivano il trasporto veloce sia per i pezzi di ricambio sia per trasportare i militari nelle basi nel caso di urgenza per la copertura dei turni di servizio. Ad Altamura, appena fuori dell'abitato, fu costruito un Campo di Aviazione dove, oltre agli alloggi dei militari, fu disposto una base per l'atterraggio e il decollo degli elicotteri, che serviva anche come camp di calcio per il tempo libero. Ai militari americani era espressamente vietato fornirsi di prodotti alimentari in loco, per timore d'infezioni (sic!), e si rifornivano dal deposito principale americano di Taranto dove nelle pause di servizio passavano anche il loro tempo libero...
tratto da La Murgia nella guerra fredda. Dai missili atomici agli itinerari della pace
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